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Contributi pubblici per sostenere l’apertura estiva di 1500 “punti infanzia”, tra asili nido, scuole materne e centri estivi. Uno ogni 500 abitanti, diffusi per ogni quartiere e paese umbro.

Facciamo dell’Umbria “la regione dei bambini e dell’infanzia”. Partecipiamo al cambiamento scolastico da protagonisti, facendo della nostra Regione una sede di ricerca e formazione degli insegnanti, centro propulsivo di elaborazione e attuazione delle attività extra scolastiche, collegandoci col green new deal, con la digitalizzazione e promuovendo il turismo scolastico e dei bambini.

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#UmbriaprimazonaverdedItalia.

Un contributo di 30 € al giorno per ogni turista che decide di scegliere l’Umbria come luogo per trascorrere le vacanze estive nei mesi da giugno a settembre. 
(Da concedere alle strutture ricettive umbre che lo applichino come sconto nelle tariffe)

Promuoviamo un progetto brand Umbria, costruito insieme alle comunità locali, che animi una visione, un sogno di comunità, e che rilanci l’Umbria nel mondo come capitale del buon vivere, del buon mangiare, delle bellezze artistiche e culturali, dei paesaggi e dei borghi. Un progetto consapevole e intersettoriale della comunità e di tutte le sue eccellenze.

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Un Fondo Straordinario di 10 milioni di euro per contributi a fondo perduto per le famiglie vulnerabili o vittime di usura per il pagamento degli affitti e l’acquisto di beni di prima necessità.

Introduciamo il Fattore Famiglia che consente, sulla base della valutazione di alcuni parametri (presenza di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale,   numero dei figli, presenza di disabili in famiglia, di donne in stato di gravidanza e di anziani a carico) di attribuire un importo aggiuntivo ai contributi concessi dalla Regione per il sostegno socio-economico alle situazioni di vulnerabilità.

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Intervenire sui parametri delle misure di sostegno all’economia e alle imprese, includendo anche misure per le start up e le imprese nate nel 2019, tramite interventi finanziari e a fondo perduto.

Costituiamo un polo regionale pubblico-privato per l’accelerazione di start up e Pmi innovative nella direzione della sostenibilità di agenda2030, con il pieno coinvolgimento dell’Università, delle forze economiche e del terzo settore, sui nuovi modelli di business tipici dell’economia circolare. Affianchiamo alle risorse finanziarie pubbliche quelle private per avviare nuove imprese e start up negli ambiti della  green economy, del nuovo welfare, dell’economia creativa e della cultura, della digitalizzazione, del turismo e dell’agroalimentare, valorizzando lo strumento dell’equity crowfunding.

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Riattivazione completa dei servizi sanitari territoriali pubblici e della rete ospedaliera regionale, definendo aree Covid delimitate ad alcune strutture e/o aree, per permettere la ripresa di tutte le prestazioni ad oggi sospese.

Diffondiamo per la cura degli anziani il sistema di domiciliarità che nel nostro Paese è tre volte inferiore alla media europea, sviluppando la medicina territoriale, le case della salute e gli ospedali di comunità, strutture intermedie tra l’assistenza domiciliare e l’ospedale. Diffondiamo,  con l’aiuto della telemedicina,  la domiciliarizzazione delle cure, con l’obiettivo di migliorare la reazione del “paziente” alla patologia e di abbattere i costi. Tutto questo rafforzando la qualità e la forza specialistica del nostro servizio sanitario regionale pubblico, cercando un nuovo e più giusto equilibrio di efficienza ordinaria e di emergenza.

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Potenziare con professionalità adeguate gli strumenti di politica attiva a favore di giovani, anche oltre i 30 anni, per orientare e favorire il loro inserimento lavorativo, anche rifinanziando le misure già presenti. Lanciare un Piano straordinario per 1.000 giovani di Servizio Civile Universale  dai 18 ai 28 anni che affianchino le famiglie all’utilizzo delle tecnologie digitali, sostenendo  i figli nei processi di formazione a distanza.

Lanciamo un programma regionale di apprendimento “Fondo nuove competenze” finanziato con i Fondi Strutturali destinato a coprire i costi della formazione per i giovani lavoratori precari interessati dai cambiamenti prodotti dalla crisi Covid19, per migliorare l’occupabilità degli stessi e l’inserimento nel mondo del lavoro.

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Attivare Voucher a fondo perduto a favore delle micro e piccole imprese per attivare le garanzie dei Confidi ed abbattere il costo degli interessi. Rifinanziare e potenziare i fondi di riassicurazione integrativi ai Decreti governativi e ai provvedimenti regionali, anche per garantire le imprese che resteranno escluse dal Fondo Centrale statale e dalle misure regionali. Riattivare il Fondo Antiusura potenziare gli strumenti del Microcredito con una dotazione regionale di emergenza anche per contributi a fondo perduto a favore delle piccole imprese, vulnerabili e sovraindebitate o vittime di usura o estorsione in considerazione della emergenza Covid-19.

Attiviamo una Task-force per le crisi aziendali, in grado di occuparsi di queste crisi aziendali non solo tramite gli ammortizzatori, ma anche attraverso la riconversione dei processi produttivi, aprendo i casi aziendali a contesti e reti regionali e nazionali, superando, quindi, il tradizionale isolamento umbro. Ad esempio, nelle crisi da sovra-indebitamento, i piccoli imprenditori, agricoltori e associazioni potranno trovare un valido supporto nella composizione della propria crisi, anche attraverso la consulenza di qualificati professionisti convenzionati. Attivare un Piano per la costituzione di cluster territoriali (al fine di fare massa critica tra Pmi e microimprese).

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Avviare subito un processo di semplificazione amministrativa con un piano volto a snellire le procedure amministrative, in modo da ridurre significativamente la ridondanza delle documentazioni da produrre e dei percorsi amministrativi da seguire con i relativi, gravosi costi, anche al fine di migliorare i processi di comunicazione con i cittadini.

Promuoviamo Consigli regionali itineranti, per rafforzare il rapporto con i  territori e le  comunità. Gli incontri potranno essere seguiti in rete da tutti i cittadini e le imprese. Question time  e consultazioni dirette, con assemblee pubbliche aperte a tutti. Proponiamo di organizzare forme di partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali mediante le nuove possibili procedure di democrazia elettronica e anche attraverso la strumentazione del block-chain.

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Promuovere, insieme con le imprese, le parti sociali, la  scuola e l’Università, un piano “straordinario” legato alla cultura del rifiuto zero e del riuso utilizzando, ad esempio, il green procurement, baratto amministrativo, mercati del riuso e della riparazione, con possibilità di creazione di nuove opportunità di lavoro. Incentivare l’utilizzo di mascherine riciclabili ed eliminare i guanti in plastica dai supermercati.

Promuoviamo e implementiamo un accordo sull’intero territorio regionale anche coinvolgendo la grande distribuzione organizzata, per ridurre del 50% l’utilizzo di plastica nei prossimi 5 anni, supportando finanziariamente i processi di riconversione delle aziende che utilizzano plastica.

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Coordinare un cartellone regionale estivo, di attività culturali, museali e dello spettacolo.Promuovere la conoscenza della bellezza dell’Umbria, presente in tutto il territorio, nei borghi come nelle città, per tutelarla e valorizzarla attraverso la creazione di distretti culturali omogenei per identità geografica, antropologica, storica e culturale, così da esaltarne i valori fondanti. Identità come filo conduttore, come motore delle attività, dalla musica alla danza e al teatro, dalle tradizioni e le feste ai musei, dai parchi archeologici alle ville storiche, dalle arti visive al design, fino alle nuove tecnologie. Ciò permetterà anche un arricchimento dell’offerta turistica, attraverso un’azione di marketing strategico tale da valorizzare in maniera integrata anche la filiera enogastronomica, dell’ambiente e del paesaggio, attivando in maniera sinergica risorse del turismo e del PSR

Promuoviamo la creazione dei “Distretti culturali creativi” dell’Umbria (che mettano in rete a livello territoriale tutti i soggetti locali umbri dalle arti visive al design, dalla musica alla danza, al teatro, fino alle nuove tecnologie) così da far confluire le attività culturali, turistiche ed enogastronomiche in un’unica struttura programmatoria e organizzativa. Sperimentiamo un distretto modello, elevando la qualità dei servizi creativi e culturali rivolti all’utenza e allo sviluppo delle filiere produttive collegate. Promuoviamo progetti di ricerca capaci di aggiungere valore e competitività nella sfida globale incentivando il diretto confronto con lo scenario internazionale.

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Predisporre bandi per contributi agli investimenti industriali e digitali che abbiano nel risparmio energetico e riduzione inquinamento il punto qualificante. Avviare un progetto Industria 4.0 per investimenti green.

Costruiamo le reti intorno alle eccellenze umbre. Promuoviamo economicamente  i cluster, le reti e le filiere affinché le eccellenze umbre possano da una parte diventare più competitive e qualificate per la sfida sui mercati internazionali e, dall’altra, svolgere un ruolo di traino delle piccole e medie imprese che popolano l’ecosistema regionale. Questi percorsi devono essere fortemente incentivati attraverso la concentrazione di risorse finanziarie di diversa natura, su vocazioni e giacimenti di know-how consolidati ed effettivi e rispondenti a trend in ascesa a livello nazionale ed internazionale.

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Sbloccare le graduatorie e riorganizzare il Piano di Sviluppo Rurale al fine di dare liquidità alle aziende. Avviare un percorso di ascolto e sensibilizzazione per creare filiere e distretti in connessione con i vari produttori regional e le identità locali. Incentivare acquisti a km zero attraverso momenti strutturati e stabili di incontro tra la popolazione  e i produttori locali. Promuovere interventi di valorizzazione paesaggistica dei luoghi identitari, attraverso contratti di gestione per la manutenzione attiva e la relativa fruibilità turistica.  Incentivare piattaforme per la riduzione dello spreco alimentare.

Promuoviamo e implementiamo il piano di sviluppo rurale e avviamo un percorso funzionale allo sviluppo delle imprese del prossimo triennio, secondo un modello di sviluppo sostenibile del green new deal. Promuoviamo, intensifichiamo e qualifichiamo l’articolazione dell’offerta agrituristica verso il sociale (scuola, sanità, infanzia, disabilità, emarginazione …) e verso un turismo ambientale attivo.